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DIOUF, BORTOLAMI, MCKINLEY E GIORGETTI: CAMPIONI DI ALTRI SPORT NEL PROGETTO ONE TEAM

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E’ terminata anche la seconda tranche degli incontri in palestra con i ragazzi che partecipano al progetto One Team. Dopo i primi allenamenti in cui sono state portate le testimonianze di alcuni giocatori e di membri dello staff di Olimpia Milano, è arrivato il momento degli ambasciatori Laureus, grandi campioni al servizio della mission della Fondazione, pronti a portare il linguaggio sportivo alle scuole medie, nei cuori e nelle menti di domani.

La prima a portare la sua testimonianza è stata Valentina Diouf, che ha parlato ai ragazzi della gestione dello stress, una skill che sia nella vita che nel mondo dello sport è presente e necessaria per crescere e per ottenere grandi risultati. La competenza segreta dei grandi sportivi che non si lasciano schiacciare da niente. “Non possiamo farci sovrastare dallo stress, lo proviamo in tantissime situazioni, ognuno ha le proprie. Credo che attraverso l’esperienza si possa capire il modo migliore per trasformare lo stress in qualcosa che possa aiutarti. Posso solo dirvi di non scappare davanti alle situazioni, ma di affrontarle”. –> Guarda il video

Ogni testimonianza è per i ragazzi un momento di riflessione, sempre guidato da allenatori e psicologa: vengono aiutati a revisionare l’allenamento, a trovare il significato di piccoli grandi gesti e vengono soprattutto stimolati nella verbalizzazione dei propri vissuti emotivi, in campo e a volte anche fuori dal campo. Dentro le linee della palestra alcuni ragazzi hanno trovato una nuova dimensione con nuovi adulti chiamati allenatori che possono essere nuovi riferimenti con cui parlare di sé con cui confrontarsi, e il confronto porta cambiamento; in alcuni ragazzi potremmo dire che è stato significativo.

Attraverso le parole di Marco Bortolami, ex giocatore di Rugby e ora allenatore, i ragazzi hanno riflettuto sulla skill problem solving, una competenza cruciale non solo per chi ha ruoli di responsabilità ma per chiunque nella vita debba affrontare i problemi a testa alta senza scappare ma proponendo a se stesso soluzioni.

Marco ha spiegato che “come allenatore, la sua figura deve sempre risolvere diverse problematiche. Sia nell’ambito tecnico sia in quello emozionale e di stati d’animo dei giocatori. L’importante per affrontare ogni problematica è essere lucidi per capire cosa sta succedendo, per trovare le soluzioni più giuste in quel momento. Molto importante è focalizzarsi su poche cose, ma essere molto concentrati per ottenere dei buoni risultati”. –> Guarda il video

I bambini sono stati messi alla prova con alcuni giochi, in cui in squadra o singolarmente dovevano affrontare i problemi e trovare delle soluzioni per provare a raggiungere l’obiettivo finale. Giocando si impara e tra cerchi e cinesini passano metafore di vita importanti.

Illuminante la testimonianza di Ian Mckinley, che ha spiegato cosa gli è successo quando era un giocatore di Rugby e come è riuscito a non perdersi d’animo e trovare una soluzione dopo aver perso un occhio a seguito di uno scontro sul campo.  I ragazzi hanno provato ad immedesimarsi in Ian giocando senza l’uso di alcuni arti del corpo, ed è stato per loro uno stimolo al pensiero creativo ed anche alla sintonizzazione emotiva con chi vive qualcosa di diverso. –> Guarda il video

Dopo quello che il mondo ha vissuto non si poteva non portare in palestra la competenza che delinea il passaggio dall’essere bambini all’essere adulti, la gestione emotiva, di tutti quegli impulsi emotivi che ci invadono sia in campo, in gara o in classe come in molte situazioni della quotidianità.

Come ha spiegato Alex Giorgetti, dominare la rabbia, il dolore o la paura è fondamentale per poter essere un vero atleta ma soprattutto diviene fondamentale per essere uomini e donne completi. –> Guarda il video

Provare emozioni potenti come quelle provate dai ragazzi sugli spalti del forum nel guardare giocare l’Olimpia, accoglierle e dominarle per assaporare momenti che nella vita sono solo di passaggio ma lasciano segni.  Una carrellata di competenze allenate, raccontate e vissute, per alfabetizzare sempre di più i ragazzi di Gratosoglio. Le parole dei grandi campioni permettono a ragazzi in crescita di sentirsi adeguati e mai sbagliati quando si parla di emozioni, di vissuti; tutto è allenabile, un gesto tecnico, la testa e il cuore, e questa consapevolezza per i ragazzi di oggi è un dono, perché possano essere artefici del proprio futuro a prescindere dal proprio passato.

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On 21/04/2022
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